FEAR OF YOU
- PROLOGO -
Paura.
Era quella la sensazione che mi attanagliava la bocca dello stomaco, mozzandomi il respiro.
La paura che m'impediva di dormire la notte, che mi perseguitava quando ero sola, e che aveva reso il mio carattere, già da prima scontroso, intollerabile.
Non ero abituata a questo tipo di emozione: io, Isabella Marie Swan, non avevo mai temuto nulla.
Non conoscevo la paura, e ora che la provavo, non sapevo come fronteggiarla.
E per questo mi detestavo.
Prima che tutto questo accadesse, niente e nessuno sarebbe mai riuscito a sottomettermi; ora, invece, avevo trovato qualcosa più forte di me.
Ero totalmente in balia al terrore.
E come potevo non esserlo dopo che entrambe le mie sorelle erano scomparse a distanza di qualche giorno?
La prima era stata Rosalie: alta, bionda, occhi azzurri, 19 anni, la maggiore delle tre.
Una mattina non la trovammo nel letto. Da lì la polizia cominciò a indagare e, in mancanza di prove, azzardò azzardato l'ipotesi che fosse scappata di casa.
Impossibile.
Rosalie era egoista, il tipo di persona a cui non importa niente di nessuno, ma con noi era completamente diversa: io ed Alice eravamo le uniche persone al mondo per cui Rosalie avrebbe fatto qualsiasi cosa.
Da quando, un anno prima, Charlie e Renée avevano perso la vita in un incidente stradale, Rosalie aveva assunto il ruolo di tutrice, risparmiando a me e Alice - entrambe ancora minorenni - l'orfanotrofio, e mettendo così in bella mostra l'affetto che provava per noi.
La polizia proseguì le indagini, poco convinta dall'idea di un rapimento.
Ma si dovette ricredere quando anche Alice sparì nello stesso modo: letto vuoto, vestiti, cellulare e portafoglio spariti.
Nessuna traccia da cui ricavare informazioni sul rapitore.
Qualche giorno dopo la scomparsa di Alice, il signor Parker - che alla morte di Charlie aveva preso il suo posto come capo della polizia di Forks - mi offrì tre dei suoi uomini, che avrebbero potuto frami da guardia del corpo per un periodo di tempo non prestabilito.
Anche lui, come tutti, pensava che prima o poi avrebbero rapito anche me, e che per questo avessi bisogno di protezione.
Rifiutai l'offerta.
Non sarei mai andata in giro con tre uomini armati alle calcagna, mostrando a tutti la mia vulnerabilità; non avevo mai chiesto aiuto a nessuno, e di certo non avrei cominciato a farlo ora.
Ma ero viziata, e avevo voluto molte cose, che mi erano sempre state date.
E ora volevo riavere indietro Rosalie e Alice.
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